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Trilogie imperfette – Dell’altrove e dell’essere

Recensione di Giovanni I. Giannoli. Di una trilogia, o di una trilogia di trilogie, ciò che interessa ai cacciatori di senso non è la tripartizione, la struttura, quanto piuttosto l’unità. Vorrei dunque provare a dire quale possa essere il senso – ai miei occhi – dell’opera recente di Alessandra Fagioli, Trilogie imperfette; sempre ammesso che un senso principale si dia, in questo lavoro di Alessandra, piuttosto che molti.

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Trilogie imperfette – Il ritmo dell’utopia

Recensione di Pio Marconi. Trilogie imperfette è il titolo, scelto da Alessandra Fagioli, per il suo ultimo volume. Il titolo descrive l’architettura dei capitoli, con dottissimi riferimenti alla logica matematica, alla codificazione dei sistemi formali, alla teoria dei numeri, al senso della tripartizione. La lettura suggerisce anche un sottotitolo: Tempeste mediterranee.

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Quell’ultima parola

In un crescendo solenne si rievoca il giuramento che il Generale Cambronne dovette fare alla sua integerrima moglie scozzese, lo scorno che subì nel vedere attribuita la celebre frase al generale Michel, l’epica battaglia combattuta contro tutte le avversità, la resistenza finale elevata fino al motto sublime. Un’ultima parola così memorabile da essere stata contesa tra storia, letteratura e leggenda.

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Trilogie del conflitto, del viaggio, del destino

Tre trilogie apparentemente perfette per narrare temi imperfetti quali l’amore, la guerra, il sogno, la crisi, il mistero, la rivalità, l’inganno, con un prologo e un epilogo. Un caleidoscopio di dialoghi, monologhi, reportage, carteggi, lezioni, ballate per declinare le tante contraddizioni del mondo attuale tra narrazione fantastica e impegno civile.

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Capriccio d’anima tra isola e città

Come il capriccio architettonico coniuga le rovine classiche con i paesaggi costieri, l’antichità con il mare, il tempio con il veliero, così il capriccio d’anima palpita tra un’isola e una città, oscilla tra l’infinito e l’eterno, combina due realtà quanto mai separate nel suo infaticabile contrasto con il corpo.

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Le frontiere più estreme dell’autoscatto

Come ci si può ammalare o morire di selfie. Dal Selfie Alphabet alla selfite, dal Selfie Olimpics al selfie estremo, dal selficidio al Safe Selfie. Tutte le dinamiche della psicosi da selfie in tre atti. Generi, competizioni, pericoli, incidenti e rimedi di una fenomenologia estrema e virale.

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Omaggio a William Shakespeare

Così diceva di lui Harold Bloom: “Falstaff, Shylock, Iago, Lear, Macbeth, Cleopatra sono l’invenzione dell’umano, l’inaugurazione della personalità come siamo abituati a conoscerla. (…) La personalità come la intendiamo noi è un’invenzione shakesperiana e non rappresenta solo la maggiore originalità del drammaturgo, ma anche la vera causa della sua perenne pervasività.”

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O l’Elba o morte. Non solo mare.

O l’Elba o morte. Perché l’isola non sia solo natura ma anche cultura e possa valorizzare tutte le sue ricchezze, anche quelle meno immaginabili. Non solo Cavoli e la Biodola ma anche il Volterraio e Forte Falcone. Non solo rocce a picco e acqua cristallina, ma anche festival, corsi e avvenimenti.

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Sei passeggiate nei romanzi di Umberto Eco

Il nome della rosa, Il pendolo di Foucault, L’isola del giorno prima, Baudolino, Il cimitero di Praga. Viaggio labirintico attraverso i romanzi di Umberto Eco, eccetto La misteriosa fiamma della Regina Luana e Numero zero che non mi hanno ispirato particolari riflessioni. Il silenzio, il complotto, il falso, l’inganno, il mistero. Tutte i grimaldelli per schiudere gli universi narrativi di Eco, con un’intervista finale sul romanzo storico.

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