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Un appartamento di lusso al centro storico della città con affaccio panoramico sui tetti. Una grande parete a vetrata fa da sfondo a un salotto stile impero con specchiere alle pareti che ne amplificano lo spazio interno. Seduto a un tavolo in legno di quercia si trova un uomo attempato chino su alcuni fogli che compulsa nervosamente. In giro per la sala si agita una donna non meno avanti negli anni che lucida ossessivamente maniglie, spalliere e piani di appoggio.
– No, qui i conti proprio non tornano. Non è possibile tanta differenza di valori.
– Ma ancora con questi numeri? Lasciali perdere, ti ammattisci soltanto!
– No, non ci si crede… perché mai in Germania su circa 2.400 contagiati ci sono pochissimi morti, mentre in Italia su quasi 15.000 infetti ci sono più di mille morti?
– Beh, si sa, i morti del vicino sono sempre di meno.
– Non dire stupidaggini. Qui sotto sotto ci stanno fregando!
– Ma falla finita! Hanno dato un’infinità di spiegazioni a questo fenomeno.
– Ma nessuna mi soddisfa. Hai voglia a dire che siamo più vecchi, più malandati, più sfigati… c’è troppa distanza tra noi e gli altri Paesi europei.
– È perché facciamo i conti sbagliati! Lo dicono tutti che non usiamo i giusti denominatori!
– Sì vabbé… anche queste sono scuse… i morti sono morti, a prescindere dalla proporzione con i contagiati. E in Germania si contano sulle dita di una mano.
– Certo, perché se facessi meno somme e divisioni e ascoltassi più la radio come faccio io quando spolvero sapresti che in Germania ne sono morti un sacco per polmonite, ma non hanno fatto tamponi per non mandare la gente nel panico.
– Vuoi dire piuttosto per non fermare la macchina produttiva! Venderebbero l’anima al diavolo piuttosto che bruciarsi un punto del Pil!
– Beh, ora se la battono con la Gran Bretagna che vuole sacrificare la popolazione per farsi gli anticorpi! Quelli non puntano all’economia… ma all’immunità!
– Da gente che ha spadroneggiato in tutto il non mi aspetterei di peggio! Ma non è questo il punto.
Lei si ferma un attimo dallo sfregamento compulsivo di metalli e ottoni.
– Ah, e quale sarebbe?
– L’estinzione della specie umana.
– Senti, non ti ci mettere pure tu con queste teorie apocalittiche. Già mi sta venendo la psoriasi alle mani per quanto strofino!
– Beh, puoi anche smettere, tanto i cinesi hanno già deciso tutto.
– Deciso cosa?
– La fine del mondo.
– Certo che tra tante bestialità che si sentono in giro questa senz’altro è la più assurda.
– Tutte le altre sono ancora più insensate. O meglio meno convincenti.
– Quali? Per caso l’attacco batteriologico dell’America verso la Cina per arrestare l’economia del Dragone?
– Già. Mai sentita una panzana più grande.
– E perché allora non la speculazione miliardaria da parte di Bill Gates su un vaccino già pronto da vendere al mondo?
– Questa poi è la più idiota che abbia mai sentito.
– Mentre credi sia più plausibile che la Cina abbia messo in giro il virus per poter esercitare il suo dominio su tutto il mondo?
– Beh, trovo sempre più originale l’obiettivo di estinguere la specie umana, ma senz’altro questa ha più fondamento.
– Sacrificando migliaia di morti e facendo colare a picco la sua economia?
– Migliaia di morti su un miliardo e mezzo di persone sono uno sputo e la sua economia si riprenderà in un lampo rispetto al resto del mondo.
– Stai fuori di testa. Troppi numeri ti hanno fritto il cervello.
– Intanto però nel giro di poche settimane noi siamo schizzati in testa alla classifica dei contagiati.
– Pensa un po’… proprio noi che avevamo aperto la via della seta con la Cina!
– Per questo c’è lo zampino di qualcun altro. Secondo me i nemici che ci vogliono far fuori sono intorno a noi.
– A cominciare dai nostri vicini che dall’attico non fanno altro che buttarmi le foglie secche sulle mie piante!
– I tedeschi non ci hanno mai perdonato di averli traditi alla fine della seconda guerra mondiale.
– Per non dire del giovanotto del terzo piano che in ascensore cerca sempre di stringermi contro lo specchio!
– Gli americani poi hanno mandato in forze le truppe nel nostro Paese per fagocitarci ancora di più.
– Il portiere poi non lo posso proprio vedere. Secondo me ci nasconde documenti importanti perché invidioso nel nostro lusso.
– I cinesi adesso con la scusa di aiutarci stanno monopolizzando anche le nostre risorse.
– Forse dovremmo vendere la casa. Mi aspetto che da un momento all’altro ci arrivi un pacco bomba.
– Zitta, non farti sentire. Ci sono spie dappertutto. Ci hanno chiuso qua dentro perché è più facile catturarci.
Lei si avvicina a lui e si siede sulle sue ginocchia.
–  Stringimi forte, se dovessero irrompere non lasciamoci separare.
– No, mai. Stretti, così, fino alla morte.

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