Libri

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L'ultimo orizzonte

 L’ultimo orizzonte, Stango Editore, Roma 1998.

Quattro storie di vita, quattro percorsi, quattro destini che si intrecciano intorno ai temi cruciali dell’esistenza – l’amore, il lavoro, la salute, la casa – sullo sfondo di una città eterna mai nominata e sempre evocata. Un male di vivere colto nelle sue pieghe più inconfessabili che si evolve in fughe improvvise verso destinazioni remote oppure verso un ritorno alle origini, dove un’isola marina fa da contrappunto a quella capitolina nella costante ricerca di un nuovo orizzonte. Un’autobiografia immaginaria, dove la fantasia si innesta nella cronaca, il sogno nella realtà, nell’intento di sfidare la vita stessa spingendola oltre i confini del quotidiano, per immergerla nelle tentacolari trame dell’invenzione.

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Trame di folliaTrame di follia, Edizioni Empirìa, Roma 2005.

Se la follia assume molteplici aspetti per manifestarsi, è giusto che trovi molteplici modi per essere raccontata. Così prende forma questo decalogo di racconti che coniuga i diversi paradigmi della pazzia con stili di scrittura differenti: la follia istituzionale con un itinerario parabolico, la schizofrenia con una polifonia di voci contrastanti, la sindrome bipolare con un percorso creativo alternato, il delirio megalomane con il monologo interiore, la sindrome fobico-ossessiva con il dialogo paziente-terapeuta, la personalità molteplice con la figura dell’iperbole o del paradosso. Fino al punto di forzare i confini stessi della narrativa con un racconto corredato dalle note, laddove queste fanno da contrappunto ai ricordi della follia. Perché ogni storia alla fine nasconde sempre un’espressione di riscatto, un modo di essere così e non altrimenti, un punto di forza che in fondo è insito in ogni forma di pazzia.

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L'utopia di Moebius L’utopia di Moebius, L’Autore Libri, Firenze 2007.

In un luogo indefinito circondato da un’aura di mistero, il signor Moebius ha costruito Egiziaca, combinando tra loro le tre prospettive architettoniche del XV secolo conservate nelle gallerie di Urbino, Baltimora e Berlino. Al di là dell’incanto estetico egli ha cercato di realizzare un ideale di normalità per i suoi ospiti, portatori di handicap fisici, psichici e sensoriali, che nel suo progetto sono messi in grado di non avvertire più i propri limiti grazie a una sofisticata alterazione dell’ambiente che li rende tutti normali. Finché un giorno nella città ideale viene inviato il dottor Gemini per osservare gli esperimenti e verificare i risultati. In un tortuoso viaggio all’interno di rotonde multimediali e isole di abilità, anfiteatri interattivi e laboratori sensoriali, labirinti complessi e abitazioni seriali, il medico incontrerà pazienti, assistenti, forse anche “spie”, raccogliendo oscuri indizi e tracce inquietanti che lo porteranno a un decisivo confronto col signor Moebius. Un romanzo filosofico, sviluppato come un giallo, sulla sorte della città ideale e il destino dell’utopia.

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Rapsodia in abisso Rapsodia in abisso, Edizioni Empirìa, Roma 2014.

In una città labirintica e tentacolare quattro personaggi, somiglianti a temi musicali con proprie riprese e variazioni, si intuiscono, si inseguono, si combinano tra loro secondo la scansione di un componimento rapsodico in cui lo stile di scrittura diventa l’anima stessa del racconto. Sono quattro artisti tutti condizionati da una propria ossessione.
Secondo percorsi paralleli e incrociati, dopo aver intrapreso opere da singoli o in coppia, si ritrovano a confrontarsi in un’impresa impossibile: realizzare una grande performance attraverso i diversi linguaggi, nell’intento di sublimare le proprie forme ossessive. Ma nessuno sospetta che la sintesi delle arti possa rivelarsi un contagio delle menti in grado di scatenare gli effetti più imponderabili.
Una riflessione sulla creatività ispirata dal turbamento, sull’opera d’arte come sfida o riscatto, sulle derive della menzogna e le trappole dell’invenzione, sui subdoli incanti di sogni e visioni, in un continuo gioco al rialzo a colpi di delirio e di ingegno.

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